Il mio viaggio con Tony – capitolo 1.

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Mi sento come una bambina al suo primo giorno di scuola.

Se dieci anni fa qualcuno m’ avesse detto che oggi, che ne ho 31 di anni, avrei provato questa sensazione, beh, non gli avrei certo creduto. Io che ero uno spirito ribelle, adrenalina a mille, agenda piena di impegni, testa zeppa di progetti. Quella del “volere è potere”, “lottare, lottare, lottare”, “chi s’arrende è perduto”! Ecco, si, più o meno così. Dicevo, chi ci avrebbe mai creduto dieci anni fa? Ma poi anche solo meno di due anni fa, chi ci avrebbe creduto? Quando ho iniziato a rallentare, a vivere più intensamente. Quando ho iniziato il mio percorso spirituale, lunghe preghiere, invocazioni. Quando ho ricominciato a credere, quando ho smesso di parlare “solo” con me per entrare in comunicazione con le stelle, il cielo, il mondo, le persone, gli oggetti … quello che in termini olistici viene chiamato “il Tutto”. Quando credevo di “essere arrivata” idealmente a capirlo “il Tutto” e che quindi non avrei certo più avuto bisogno di “Nulla”…

E invece eccomi qui. Mi pare d’essere come quel primo giorno alle elementari. Ho una  videocassetta in cui quel “debutto nella società” fu immortalato da mio fratello. Zaino in spalla, schiena dritta, frangia perfetta, sorridevo mostrando fieramente tutte le “finestrelle buie” della mia bocca. Ora che ci ripenso forse avevo l’animo più spavaldo di adesso. Anzi, sicuramente era più spavaldo di adesso. Se qualcuno quel giorno m’avesse detto che oggi, che ne ho 31 di anni … maddai! Mica gli avrei creduto!

Invece, dicevamo … Oggi è iniziato un viaggio nuovo. E’ un addestramento alla vita. Il percorso è legato al libro “Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario” di Anthony Robbins. Si, lo so: nemmeno io avrei mai creduto un giorno di poter comprare un libro del “grande” Tony (grande è ovviamente riferito in primis alla sua stazza…), di leggerlo e per di più seguirlo. Ma è accaduto. Eh già.

Ma come? E Dio? L’ arrendersi attivamente al flusso? E il paradigma cinque dell’ intenzione pura? E i dodici passi di Ho’oponopono dell’ identità del Sè? Ma come? Tutto questo lavoro degli ultimi due anni dove sono andati a finire? Nelle “mani” di un coach da paradigma tre scimmiottato anche da Silvio Muccino?

Il punto è che quando arriva l’ispirazione la devi seguire. E le mie ultime preghiere mi hanno DETTO questo. NON HO AVUTO SCELTA. Ho avuto un conflitto dentro per un paio di giorni. Come un estimatore del cinema d’ essai che improvvisamente rimane incantato di fronte ad un colossal. O il contrario. Ad un certo punto la mia anima ha detto: “Ehi, io sono venuta qui per creare un sacco di roba ma se non impari a gestire la tua mente e le tue emozioni come facciamo?”.

In realtà non lo ha detto proprio così la mia anima. E’ stata meno diretta e più … “drammatica” diciamo (non a caso lavoro nel mondo dello spettacolo). Me lo ha detto prima con lunghi pianti di frustrazione, poi con uno spaesamento che mi ha portata a non riconoscere nemmeno “la via di casa mia” nella campagna in cui sono cresciuta. Questo solo alcuni giorni fa. Me lo ha detto quando domenica mattina è voluta uscire di casa alle otto (io, che normalmente dormo fino alle 10) e mi ha portata in riva al fiume Po dove si teneva un festival olistico e mi ha detto: “Voglio passare la giornata qui”. Ed io : “Abbiamo il pranzo in famiglia oggi” e lei ha risposto “Non torneremo a casa per pranzo”. Con lo sguardo terrorizzato nell’ immaginarmi la reazione di mia madre al telefono commentai solo con un “Ah, ok”. Me lo ha detto attraverso le parole di una persona speciale conosciuta proprio quella mattina: “Bisogna avere gambe forti per vivere nella realtà, solo così l’anima vola”. Quando la nostra anima non riesce a parlare direttamente con noi lo fa attraverso altro. O altri.

Dopo le mie preghiere questa mattina ho aperto il libro. Questo è uno schema molto riduttivo del capitolo uno.

1. Sogni del destino

“Tutti abbiamo dei sogni”

Come ricreare questo sogno e realizzarlo?

  1. Prendere le decisione di cambiare:

CAMBIAMENTO è VALIDO se duraturo e coerente.

  1. Concentrare il proprio “potere” attraverso la focalizzazione dell’attenzione.

PASSI per il CAMBIAMENTO VALIDO:

  1. Alzare il livello dei valori: esigere di più da se stessi.
  2. Cambiare le credenze: sviluppare la sicurezza e la convinzione di essere all’altezza dei nostri valori.
  3. Trovare il modo e un modello di riferimento per mantenere il nostro impegno e raggiungere il risultato (alias: avere una strategia)

L’allenamento di questo percorso prevede:

  1. Controllo emotivo: non possiamo avere il controllo degli eventi esterni ma possiamo averlo sulle nostre emozioni. Avere questo controllo significa distinguere quali emozioni infondo forza e quali debolezza.
  2. Controllo fisico: stare bene e avere il controllo del corpo per realizzare i nostri obiettivi.
  3. Controllo dei rapporti: stabilire un buon rapporto con se stessi e con gli altri al fine di dare un contributo al mondo attraverso i rapporti che abbiamo con gli altri.
  4. Controllo finanziario: raccogliere tutto quello che la vita ha da offrirci in termini materiali.
  5. Controllo del tempo: concedersi il tempo di maturare.

Considerazioni / Reazioni :

Ho pianto.

Quando Tony parla degli anni passati tra frustrazione e fallimento, mi ci sono rivista. Eccomi. Ho sentito come una sensazione di comprensione, di essere compresa e capita da un uomo (e anche solo per questo motivo una donna potrebbe commuoversi), da tutte le persone che lo hanno letto prima di me (e anche solo per questo motivo potrei non sentirmi stupida nel piangere), dalla vita.

Così, alla seconda pagina del libro ho pianto come una bambina, manco stessi leggendo Harmony dopo una separazione dall’ uomo che aveva promesso di sposarmi.

Forse però l’effetto è lo stesso. Leggere Robbins dopo una separazione dalla propria di vita, da quel partner metaforico che ci portiamo dentro: l’altra parte di noi, quella che soffre. Avrei forse, dico, dovuto aspettermelo.

Questo cambiamento è ciò che in questo momento sento di voler fare. Anzi, lasciamo perdere il desiderio: non ho scelta. Detto in termini biblici.

Non sono certa di essere all’altezza dei miei valori ed è per questo che forse ancora non ho visto i risultati che speravo però so che ho l’intento di realizzare i miei sogni. Questa cosa delle credenze l’ho sempre conosciuta a livello teorico: ricordo che rimasi estasiata dalla conferenze di Bruce Lipton e per alcuni anni fu lui il mio primo “guru a distanza” e divoravo le sue conferenze online. Ma nella pratica non ho mai fatto un lavoro serio per modificare le mie di credenze. Credo sia arrivato il momento di fare esperienza della quantità di informazioni che dal 2010 stanno entrando nella mia vita.

Il percorso di fede degli ultimi anni mi ha ridato speranza. Soprattutto mi ha fatto ricominciare a credere che veramente TUTTO è POSSIBILE (anche che Tony abbia qualcosa da dirmi!) soprattutto in merito al “controllo”.

Sono giorni che rifletto su questa cosa del controllo. Mi sta facendo soffrire Lui, il controllo dico. In questo momento in cui la realtà esterna mi sembra così in bilico io vorrei tenere su tutti i pezzi e attaccarli con l’attack e costruirmi un gabbia dorata dove star al sicuro. Poi c’è la parte di me, “quel partner metaforico che ci portiamo dentro: l’altra parte di noi, quella che soffre” (quella di alcune righe prima, appunto) che saggiamente dice: “Ehi bella non mentirti: ci moriresti in quel puzzle 3D”. E passando giorni tra uno “Eh sti cazzi!” che ho ripetuto a denti stretti, con paura e ansia, sforzandomi di lasciarmi andare … ed un perenne “però potrei fare questo, anzi questo, no quest’altro!” ho capito che non è sull’esterno che posso avere il controllo. Cioè, io lo avevo già capito (come la storia delle credenze di cui sopra), ma non ho quasi mai fatto nulla per controllare il “dentro” di me. Dico quasi perché qualcosina ho fatto. Ma zero continuità e zero cambiamenti validi.

“Bisogna avere gambe forti per vivere nella realtà, solo così l’anima vola”.

Bene, è iniziato l’allenamento.

Ps: non ci sono esercizi effettivi nel primo capitolo ma la mia anima sta facendo già molto movimento. HA DETTO: “Scrivi online di questo percorso”. Il punto è che quando arriva l’ispirazione la devi seguire.

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