Il mio viaggio con Tony – capitolo 7.

7. Come ottenere quello che volete veramente

 La prima domanda sorge spontanea : Che cosa volete?

E la motivazione pare uscire altrettanto spontaneamente : desiderate queste cose perché vi porteranno emozioni, sensazioni e stati d’animo ai quali auspicate.

Emozioni, sensazioni, stati d’animo. Queste sono le chiavi. Quindi dobbiamo sapere come adoperare e gestire queste “chiavi” ed aprirci le porte del nostro futuro.

IMPARARE A CONTROLLARE LE EMOZIONI E SMETTERLA DI VIVERE DI REAZIONI

“…tutto quello che facciamo, lo facciamo per evitare il dolore e trovare il piacere, ma possiamo istantaneamente cambiare idea su cosa crediamo porti al dolore e che cosa al piacere…”

Gli stati d’animo che viviamo determinano il modo di percepire la realtà, quindi le nostre decisioni ed i nostri comportamenti.

Come cambiare lo stato emozionale?

  1. Attraverso il corpo.

L’emozione è creata dal movimento.

Mettere il corpo in stati d’animo gradevoli: attività fisica, sorridere, prendersi cura di sé…

  1. Attraverso la concentrazione.

“Il modo in cui vi sentite di fronte alle cose e il significato che attribuite a una particolare esperienza dipendono dal vostro punto di vista.”

Come vediamo la realtà? … ecco, questo modo di vedere le cose determinerà il modo in cui ci sentiremo.

Su cosa ci stiamo concentrando? …ecco, le nostre emozioni dipendono da questo.

CONCENTRATI SU DOVE VUOI ANDARE, NON SU QUELLO DI CUI HAI PAURA.

Cambiare il nostro stato d’animo in un secondo è possibile.

Per individuare come possiamo stilare un elenco di attività che ci fanno sentire bene ed attingere a queste oppure inventarcene di nuove.

SE NON AVETE UN PIANO PER ARRIVARE AL PIACERE, SOFFRIRETE.

Considerazioni / Reazioni

Le parole di Tony mi hanno “messo in movimento” il cervello ma le citazioni che lui riporta mi hanno “messo in movimento” il cuore.

“Sono pure tutte quelle emozioni che integrano e danno animo; è impura invece quell’emozione che afferra solo un lato del tuo essere e quindi lo altera.” R. M. Rilke.

Questa citazione mi ha riportato in dietro con la mente a 16 anni fa, poi a 12 anni fa, poi ancora a 5 anni fa … fino a pochi giorni fa … ovvero a tutti quei momenti in cui, imprigionata dalla mie emozioni negative non ho fatto altro che vedere la realtà esterna con il mio personalissimo “taglio” che, manco a dirlo, aveva il sapore del vittimismo. Sono “momenti”, “poi lo sai che passano”… si ma in quel momento ti potresti giocare tutto: la faccia, le persone, il futuro.

In realtà (e nella realtà) nulla all’esterno ci può minacciare.

Solo la nostra percezione delle cose può veramente metterci in pericolo.

Questa cosa l’ho “toccata con mano” più e più volte.

Per fortuna non mi sono mai “creduta” abbastanza nei momenti cruciali della mia vita in cui dovevo scegliere cose importanti ma avevo l’umore basso.

Le emozioni sono tremende: hanno il potere di farci perdere lucidità, di finire in un relativismo distruttivo e, molto spesso, consegnano ad altre persone la gestione della nostra vita.

E il paradiso del capitolo 6 che fine fa a questo punto?

Crediamo veramente possa svanire a causa di un’emozione?

Crediamo veramente che la realtà esterna possa dissolversi a causa di un’ emozione? (Per le donne: la risposta corretta è “NO!” … anche se so che per noi è impossibile crederlo!)

… che la primavera non tornerà, che domattina non ci sarà la luce, che il mare si possa prosciugare … a causa di un’ emozione che in un momento ci sbalza in un abisso di dolore? (Ripeto, per le donne: la risposta corretta è “NO!”)

Se c’è una cosa positiva nel vivere “la via del dolore” è che sviluppi resilienza e sai che poi “tutto passa”.

Se la citazione di Rilke getta una luce nel buio del meccanismo che si genera se continuiamo a vivere una vita di pure reazioni, quella di MATTEO mi ha portata in un’altra dimensione della cosa (del resto da un apostolo cos’altro ci si poteva attendere?). Queste righe sono piuttosto famose:

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto.”

Quindi: dopo le memorie delle cadute, dopo lo storico delle volte in cui ci siamo rialzati, dopo esserci rincuorati, dopo aver preso consapevolezza del fatto che “nonostante tutto siamo sopravvissuti”, dopo le pacche sulla spalla, dopo tutto questo e molto di più …

ORA,

COSA VOGLIAMO CREARE?

Me lo sono chiesta io per prima:

ERICA,

COSA VUOI CREARE?

CHI VUOI ESSERE?

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