Il mio viaggio con Tony – capitolo 9.

9. Il vocabolario del successo

Le parole possono creare emozioni. Le parole possono creare azioni.

Le parole hanno un potere, quello di suscitare emozioni positive o negative in merito alle esperienze della nostra vita.

Cambiare il vocabolario quotidiano significa cambiare istantaneamente quello che pensiamo, quello che proviamo, quello che viviamo.

Dobbiamo sapere che un vocabolario ridotto implica una ripetizione costante delle stesse emozioni, delle stesse azioni e del modo di valutare le nostre esperienze di vita. Per questa ragione dobbiamo allargarlo, per aprirci alle varie possibilità, per ampliare la gamma della scelta, per scegliere come vivere.

Un lavoro sulle convinzioni e sulle azioni prevedere prima di tutto un lavoro sul vocabolario che utilizziamo quotidianamente prendendo atto di alcune cose:

  1. Siamo costantemente influenzati da chi ci circonda e da chi frequentiamo abitualmente quindi molto spesso le parole che usiamo non sono le “nostre”. Di questo dobbiamo rendercene conto nel bene o nel male.
  2. Molto spesso non “proviamo” certe emozioni semplicemente perché non abbiamo le parole giuste per descriverle. Meglio: “sentiamo delle cose” ma non le decifriamo e quindi non le vediamo e non ne prendiamo coscienza.
  3. Per rompere un modulo, ovvero uno schema comportamentale negativo, possiamo utilizzare delle parole nuove per descriverlo che possono “ridicolizzare” o “sminuire” questo comportamento in modo da prendere potere ed un controllo su questo ed allo stesso tempo “rimpicciolirlo” così tanto da dissolverlo.

Esercizio:

Elencare 3 parole debilitanti e al lato di ciascuna scrivere le nuove parole potenzianti.

…e poi iniziare a SOSTITUIRE quelle debilitanti con le potenzianti, come?

  1. DECIDENDO di voler sperimentare la GIOIA anziché il dolore
  2. FACENDO LEVA su noi stessi per indurci a cambiare il nostro vocabolario

E dulcis in fundo: UTILIZZATE IL VOSTRO NUOVO VOCABOLARIO PER AIUTARE GLI ALTRI.

Considerazioni / Reazioni

Le mie 3 parole debilitanti che utilizzo spesso:

  1. Devastata
  2. Depressa
  3. Frustrata

Le ho sostituite con:

  1. In via di rigenerazione
  2. Desiderosa di espansione
  3. Potenziamento (ho una vita da potenziare)

E’ affascinante come sia facile ed immediato il ribaltamento della situazione mettendosi a fare per pochi minuti questo giochino.

Io sono sempre stata un fan delle parole, una ferma sostenitrice del loro effetto magico e dell’energia creativa e liberatrice della verbalizzazione, quindi questo giochino è stato come un “ritorno a casa” per me…

Però è affascinante come, costretti a ribaltare le situazioni, le immagini, i presupposti poi si possano scoprire “mondi” incredibili…

Per esempio: la frustrazione.

Ecco, la frustrazione.

Quante volte mi sono sentita vittima di questa sensazione e quindi di questa parola?

Come fossi incompresa dalla vita.

Come fossi sottomessa a qualcuno o a qualcosa.

Ho sempre avuto queste d’immagini dicendo “mi sento frustrata”.

Forse perché levando una “r” poi si legge “frustata” e quindi la mia mente faceva connessioni facili diciamo…

Con questo “giochetto” mi è venuto semplice contrastare Frustrazione con Potenziamento e, nello specifico, con una frase, per meglio chiarire la parola:

“Ho una vita da potenziare”.

Figo.

Cioè, ho subito pensato: “Figo!”

Alias: mi sono subito stupita.

Dove si nascondeva tutta questa potenza?

Anzi, dove si nasconde?

Mi sono subito guardata intorno: “…stai qui? Nella mia camera?…” mi sono chiesta.

Mi sono subito guardata intorno … con curiosità: “…non è che ti ho sistemata in uno di quei bustoni sull’armadio tempo fa e poi ti ho dimenticata?”

Mi sono guardata intorno … con occhi nuovi: “…o forse sei sempre stata qui, tra la libreria e l’armadio, e non ti ho mai vista?”

Mi sono messa in movimento.

Sto facendo pulizie.

Sto “rivoluzionando” la mia camera interiore:

sto svuotando i cassetti colmi di presupposti vecchi, spiegati e in disordine;

sto gettando lettere, diari e gli scritti di qualcun altro che ancora mi portavo addosso;

sto ripulendo gli scaffali dalle cose che non mi sono scelta e anche da quelle che mi sono scelta in un passato e non c’è più da molto tempo;

sto facendo spazio perché sto cercando questa “potenza”.

Perché ora che l’ho “vista” me la vado a prendere.

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