LIMITI o COME INTERROMPERE UN MODULO LIMITANTE – da “Il mio viaggio con Tony”

Ore 15.30 siesta post pranzo. Dal balcone della mia camera entrano pochi suoni. Anche il vento oggi riposa. I bambini del piano di sotto dormono. Tutto scorre lentamente. Io pure attendo prima della tazzina pomeridiana di caffè. La mia mente tace. Tutto pare ovattato. La poltrona mi chiama, il letto mi seduce…

Per scrivere, oggi, devo andare oltre un limite, devo varcare la soglia della stanchezza.

Ho limiti dentro che si lamentano: mi suggeriscono di andare a passeggiare, implorano un gelato, desiderano riposare.

Del resto, dicono “sono quattro ore che stiamo di fronte al computer…”

Per scrivere di questo, oggi, devo andare oltre me, devo varcare la soglia della mia consapevolezza.

Perché ho limiti dentro che non conosco e che potrebbero manifestarsi da un momento all’altro.

Del resto, dicono “non abbiamo certo bisogno che tu ci veda per esistere”.

Per scrivere di questo, oggi, devo andare oltre le credenze, rimettere in discussione le verità, rimescolare le carte, attingere alla mia arte.

I miei limiti dentro non mi lasciano possibilità di scelta.

Del resto, dicono “questo talento ti abbiamo dato, vedi di spendertelo bene”.

Ore 15.40. Poco a poco la mia mente ricomincia a lavorare e il mio corpo si risveglia.

Primo step superato.

Devo scrivere dei LIMITI …

ed è il vuoto.

Di fronte alla parola LIMITE in bianco e nero su un a4 la mia mente si blocca e dice: “Hai detto limite!? Allora io non scrivo nulla!”

Silenzio.

Ore 15.50. Ricordo che Tony nel suo libro parla di come interrompere un modulo limitante, al capitolo 6, pagina 131, quinta riga dice: “ora confondente e cancellate le sensazioni negative, finché non si presentano più” e riporta esempi su come andare oltre se stessi e modificare istantaneamente i nostri comportamenti.

Mmmmmmm, vediamo: come posso circuire la mia mente?

Ore 16. “Mente, giochiamo!” Un gioco di parole s’intende. Un modo nuovo di guardare la realtà.

Per esempio: Li – Miti. Già suona meglio, vero? Quella M maiuscola, epica! Come se all’interno di ogni impossibilità ci fosse un grande eroe! Uno di quelli forti, impavidi! Un eroe muscoloso e protettivo.

…sento subito che la strada è quella giusta. Insisto!

L’Imiti! Come “imitare”!

Anche questa non è male! Suona come un consiglio, un mezzo suggerimento. Quando non sai come fare puoi attingere a chi hai intorno, prendere il meglio e copiare!

Rimescolando le lettere della parola “limite” trovo un’altra parola valorosa: Milite. Come quei soldati di cui nessuno conosce il vero nome e nell’anonimato hanno lottato per la patria e un’ideale di libertà.

Ore 16.15. La mia mente è stupita. La mia anima pure. Meravigliate dagli effetti del gioco guardo al LIMITE con occhi nuovi. Vedo la fierezza delle sue incapacità. Colgo l’essenza della sua vitalità. Tocco con mano la potenza delle sue abilità. La mia mente non ha più paura. Non solo: volgo a quella parola uno sguardo ammirato.

Ho giocato.

Ore 16.30 Sono soddisfatta. Ho colto la potenza di un qualcosa che avrebbe potuto ostacolarmi. Ho toccato l’essenza di un qualcosa che avrebbe potuto sabotarmi. Dalla stanchezza del corpo, al rifiuto della mente di lavorare … fino alla paura di non saper scrivere nulla sul “limite”, ho varcato la soglia dell’impotenza ed ho scoperto che una qualsiasi incapacità nasconde dentro sé un’opportunità più grande, quella di superarsi.

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