Il mio viaggio con Tony – capitolo 26.

26. L’ultima sfida: ciò che una persona può fare.

  

Obiettivo: rendersi conto che sono le piccole grandi decisioni che prendiamo ogni giorno a plasmare il nostro destino. Rendersi conto che si può sempre fare un passo in più per essere persone migliori.

Troppo spesso per evitare un’immediata sofferenza prendiamo decisioni che a breve termine ci provocano piacere ma a lungo termine ci fanno sprofondare nel dolore.

La vita è cumulativa: qualsiasi risultato nella vita nasce da una serie di piccole decisioni che abbiamo preso.

Il successo o il fallimento sono determinati dalle nostre decisioni e dalle nostre azioni quotidiane.

Una volta che ci rendiamo conto che alla radice di tutti i nostri problemi c’è il comportamento allora sappiamo che siamo noi a poterlo modificare. Questo libro ci ha aiutati a capire come fare per prendere il controllo sul nostro mondo interiore.

Una volta assimilati gli elementi di questo libro la nostra capacità di affrontare le sfide che si presentano richiederà meno concentrazione.

Ciò CHE ERA DIFFICILE DIVENTERA’ FACILE.

E più questo si paleserà di fronte a noi più diventeremo pronti a dare agli altri il nostro tempo, il nostro esempio, le nostre attenzioni, le nostre energie.

Questo percorso ci farà scoprire che siamo piccoli grandi eroi e che TUTTI possono essere piccoli grandi eroi.

Più lo crederemo di noi stessi, più sarà facile crederlo degli altri e farlo credere agli altri.

Considerazioni / Reazioni

Queste parole hanno fortificato i miei muscoli e allargato la mia mente.

Ora uscirei di casa e andrei ad arrampicarmi sugli alberi, oppure a gettarmi con il paracadute o, più semplicemente, a fare climbing. Andrei al mare, forse in Liguria, e con una muta mi getterei tra le onde cavalcandole con la tavola da surf. Oppure uscirei sotto la pioggia e salterei nelle pozzanghere fino a riempirmi di fango…

La mia anima è in movimento.

Eroi.

Tony, mi esalti.

Già solo a leggerla quella parola mi vengono i brividi e la realtà si trasmuta. Tutta la potenza cinquecento pagine riassunta in quattro lettere. Già solo ad immaginarla quella potenza sento che il mio corpo diventa più forte e la mia anima pronta.

Sai Tony, la penso come te. Forse è proprio per questo che ho intrapreso questo percorso, perché abbiamo la stessa visione grande del mondo e delle persone. Però Tony, io non l’ho sempre pensata così. O almeno, non consapevolmente. Ti spiego: io ho iniziato a lavorare su di me a quindici anni e non per scelta. Ho avuto una crisi adolescenziale fortissima che mi ha portata ad entrare in terapia e ci sono rimasta per anni. Ricordo che andavo alle sedute con i libri di Jung e Freud ed interrogavo la mia psicoterapeuta sulle massime dei padri della psicologia. Non ero proprio una paziente comune diciamo. C’è stato un momento in cui ho pensato che in realtà la pagassi solo per stimolarmi intellettualmente. Saranno stati gli stimoli ricevuti o il fatto che lei, davvero, era molto brava, ma sta di fatto che non solo mi ha condotta sulla mia strada dandomi le basi per costruirmi ma per anni è stata il mio sprone, anche dopo aver terminato la terapia. Ecco Tony, lei è stata la prima persona che mi ha fatto toccare con mano questa cosa dell’essere eroi. Mi ha fatto capire che dentro abbiamo tutti gli strumenti per affrontare qualsiasi cosa e superarci. Mi ha portata da una linea della vita buia ad un’altra colma di luce. E li sono rinata.

Quel percorso però mi vedeva ancora troppo coinvolta con me stessa per sviluppare pensieri sul mondo. Ricordo quindi che, solo quando me andai di casa ebbi per la prima volta un pensiero allargato, rivolto al Tutto. Ricordo anche il mese: era marzo. Marzo 2005. Ero stata al cinema a vedere non so quale film ma ricordo che c’era di mezzo Hitler. Questo film parlava del CREDERE IN SE STESSI. Quando tornai a casa su quel letto enorme e bianco della mia prima stanza in un appartamento condiviso pensai:

“Hitler non era forte. I suoi pensieri erano forti. Così ha dato vita ad un’altra storia.”

Ti giuro Tony che in quel momento ho fatto un salto quantico. Quando ho visto, sentito, pensato quella cosa, è cambiato tutto.

C’è stato un altro evento che poi mi ha segnata. Questo è onirico, nel vero senso della parola.

Novembre 2009. Ero appena tornata in Italia dopo un anno a Parigi. Ero completamente spaesata, persa, triste. Non sapevo cosa fare della mia vita e mi sentivo in balia del tutto. Sentivo che non avevo più controllo sulla mia vita. Una notte feci un sogno: ero in un borgo medievale assieme ad un amico. All’improvviso spunta una vecchia, una che somigliava ad una strega e mi dice : “Erica, cosa vuoi fare della tua vita? Se non ti prendi per mano qualcun altro lo farà al posto tuo e deciderà per te. Vuoi davvero questo? Fai qualcosa che vada nella direzione di quello che senti dentro, segui il tuo istinto.”

Ti giuro Tony, non so chi fosse quella vecchia ma sta di fatto che il giorno dopo, seguendo il mio istinto, andai in un posto in cui incontrai una persona speciale che mi fece fare un altro salto quantico.

Dopo la scelta di un lavoro su me stessa e dopo aver capito quanto il mondo esterno comunichi continuamente con noi, questo sogno mi ha fatto sentire un altro tipo di connessione, una connessione inconscia, segreta, profonda…la prima connessione con qualcosa di misterioso che per la prima volta mi ha fatto sentire di non essere sola.

E ancora. Febbraio 2014 inizio il mio percorso spirituale che da più di un anno mi sta facendo toccare con mano quella che viene definita “la spiritualità della materia”. “Aiutati che Dio t’aiuta”. Proprio vero. Altro salto quantico.

Ecco Tony. Io credo che il mix forza di volontà, connessione con l’esterno, gestione dei pensieri e delle emozioni e il credere in una forza superiore (che ognuno chiama come gli pare) che gioca a nostro favore, sempre, beh sia un concentrato vitaminico potente.

Un composto che non ha prezzo, che non ha mercato.

Una pozione magica che non si può acquistare ma che ognuno può miscelare da sé.

Eroi, Tony.

Eggià.

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