PER GRAZIA RICEVUTA – TUTTO E’ GIA’ QUI – Il mio viaggio verso il 25 novembre.

Sono giorni che rifletto sul postare o meno questa cosa. Due giorni che penso se renderla pubblica o meno. Ma ad un certo punto, come una persona saggia mi ha detto alcuni giorni fa…”Erica, stai scegliendo di andare su una strada in cui non puoi mentire, mentirti e soprattutto non potrai più dire che esistono cose impossibili…”

Di fronte a questo, eccomi, scrivo di una Grazia.

La mia prima Grazia ricevuta.

Premessa: come ho già scritto su FB in un post “anonimo” io non credevo. Questa cosa della spiritualità non me la sono scelta ma è stata lei a scegliere me. Non sono una fondamentalista. Non sono una religiosa. Sono una persona che ad un certo punto si è resa conto che c’era qualcosa di più grande, ed ha iniziato a dialogarci.

Ho iniziato a vedere Miracoli intorno a me alcuni anni fa. Ho visto persone chiedere ed essere esaudite. Ho visto casi disperati trovare conforto e soluzioni. Vivo a stretto contatto con persone che d’abitudine risolvono le loro questioni facendosi aiutare da una forza soprannaturale e per loro è quasi una pratica quotidiana.

Mesi fa ho avuto la prima dimostrazione che queste cose avrebbero potuto funzionare anche su di me. Ma diciamo che è poi me ne sono dimenticata troppo velocemente.

Me ne sono dimenticata fino a quando non è successo di nuovo.

Non racconterò nei dettagli l’evento ma posso riassumerlo così:

alcune settimane fa ho ricevuto una notizia, una di quelle che ti fanno alzare gli occhi al cielo e ti fanno chiedere aiuto. Aiuto perché da sola non ce la puoi fare. Aiuto perché nemmeno le persone accanto a te ti posso aiutare. Aiuto.

La prima cosa che ho pensato è stata questa, chiedere che questa cosa si risolvesse, si dissolvesse, al di là di tutto, al di là di tutti, senza giustificazioni, senza troppi pensieri sul merito di avere questa risoluzione oppure no, senza troppi ma… se… forse…

Sono andata in chiesa, perché in quel momento solo quel luogo poteva calmarmi. Caso vuole che quel giorno le reliquie di un santo fossero esposte. Caso vuole che io sapessi che le reliquie hanno molta carica energetica.

Li, seduta, ho fatto la mia richiesta.

Io, che facevo la mia richiesta. Mai lo avrei pensato. Strana la vita.

Ho fatto quello che potevo in quel momento e me ne sono andata.

Chiaro che dentro di me un pizzico di speranza c’era. La speranza che da lassù, questa volta, qualcuno mi stesse ascoltando e si stesse già occupando della mia questione.

Nei giorni successivi ho ribadito la mia richiesta. Diciamo che quando ti accade qualcosa di grave non hai dubbi su quello che desideri…gli esseri umani sono strani perché invece vacillano sempre sulle cose belle, entusiasmanti e meravigliose, quando devono compiere dei passi verso queste cose si frenano sempre. Credo che a volte le questioni gravi arrivino nella nostra vita per ridarci lucidità e farci capire che cosa significhi “il bene” e ci rimettono, come dire, in carreggiata. Ecco, dicevo, nei giorni successivi ho ribadito la mia richiesta. Non avevo dubbi.

Oltre a ribadirla ho anche seguito i consigli di un libro molto potente che s’intitola CHIEDI E TI SARA’ DATO. In questo libro i coniugi Hicks sottolineano più di una volta che nelle questioni gravi bisogna adoperarsi per fare la richiesta che desideriamo, lavorare sui pensieri ed emozioni e poi…distrarsi! Nei giorni a seguire quindi mi sono gettata a capofitto sullo spettacolo, perché mai avrei rinunciato a scrivere e a creare nonostante tutto.

Mentre stavo concentrata nel lavoro i pensieri ed i sentimenti rispetto al “caso da risolvere” si sono attenuati. Sapevo che comunque l’avrei risolto, in un modo o nell’altro. Sapevo che quello non avrebbe potuto fermare la mia corsa, le mie creazioni, la mia vita. Non so come, ma lo sapevo.

Fino a quando, dopo dieci giorni, il problema si è DISSOLTO.

Il giorno in cui ho dovuto confrontarmi con questo problema, ecco, lui non c’era più.

In quel momento non ho ricordato la mia invocazione. Ho gioito e sono andata a farmi una degustazione di Schioppetto. E poi al quarto bicchiere ho ricordato tutto. Ho ricordato che nel dolore avevo fatto una richiesta e che in quel momento era stata esaudita. Ho ricordato che mai avrei pensato di vedere Miracoli su di me e in quel momento era appena accaduto.

Dimentichiamo le cose belle troppo facilmente.

Forse anche per questo ho deciso di scrivere di questo.

Per il bene della memoria. Per chi ha bisogno di conforto. Per chi necessita di speranza. Per Adriana e per TUTTO E’ GIA’ QUI.

DEFINITIVA (social)

 

 

 

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