così SIA. 

Questa storia inizia ieri. L’inizio è scritto male, proprio come l’incipit di questa storia. Questa storia inizia con una serie di ispirazioni giunte a me ieri mattina riguardanti il mio lavoro. Ispirazioni fichissime! Una serie di immagini e di parole che solo a vederle e a sentirle avrebbero dovuto dare una svolta alla mia giornata, se non alla mia vita! Non so se vi sia mai capitato di avere delle illuminazioni così potenti da credere davvero che, da quel momento in poi, nulla nella vostra vita sarebbe potuto rimanere uguale. Ecco la me di ieri. Di ieri mattina. Al pomeriggio mi metto a creare seguendo quelle ispirazioni… All’inizio tutto bene, e poi?

Poi succede quello che mi è successo molte altre volte durante un processo di creazione: che la mia mente pretende di controllare tutto. Di controllare il passo successivo, il target del pubblico delle mie creazioni, il momento della performance o proiezione, lo sviluppo successivo del lavoro, le critiche, gli elogi… tutto! Presa dall’ansia e dal nervosismo la mia creatività muore dopo un paio d’ore. Sconfitta da me stessa mi ritrovo anche a discutere con un’amica su dove andare a divertirci la sera! Avevo toccato il fondo. Quella che doveva essere una giornata super promettente stava per diventare una giornata da dimenticare! 

E poi che succede? Succede quello che mi capita molte volte ma forse questa volta l’ho proprio notato. L’ho visto così bene che l’ho impresso nella mia testa. Succede che passo una serata molto semplice e bella. Bevo una birra, passeggio sul lungotevere, sto con le persone a me care… Ricomincio a vedere la vita. Succede che ricomincio a dialogare onestamente con me stessa. Succede che mi rendo conto che le cose più belle che mi circondano sono quelle che mi escono in modo spontaneo. Quelle che non programmo. Quelle che solo L’idea di farle mi riempiono di gioia. Torno a casa pensando: “Erica, se non ti diverte, non farlo!”.

Questa mattina nel dormiveglia mi arriva un’ispirazione. Lo so che sembra assurdo, fino a qualche giorno fa pure io non l’avrei creduta una cosa possibile. Sono due mattine che mi sveglio con delle idee in testa. Idee che a me sembrano strane. Idee che probabilmente oggi non avrei seguito se non mi fossi svegliata esausta dalla giornata precedente. Non avevo scelta. Se avessi dato retta ancora la mia mente mi sarei ritrovata come ieri: una macchina impazzita, controllante fino a perdere il controllo, vittima della logica. Eh no, oggi no. Mi metto a seguire le ispirazioni. “Ti divertono queste idee?” Mi rispondo “Si”.

Avete presente i bambini quando iniziano ad andare in bicicletta? Dietro c’è sempre un adulto che li tiene in equilibrio. Loro non possono voltarsi, devono solo guardare avanti e pedalare. Fidarsi che dietro quel qualcuno non li faccia cadere fino a quando non saranno diventati autonomi. Ecco, mi sento esattamente così. Oggi sto pedalando una bicicletta nuova. Un nuovo modello appena messo in circolazione. Una bicicletta senza manuali d’istruzione. Ad ogni pedalata guardo in alto e chiedo sostegno. Non c’è esaltazione, anzi devo ammettere anche un po’ di paura. Tutti parlano di intuizione. In molti parlano di ispirazione. Ma poi quando siamo chiamati a seguirle siamo proprio come dei bambini: insicuri, ingenui, felici.

Alla fine la parte della vita che vince è quella che ci fa sentire colmi. Non so bene cosa ho creato oggi ma so che mi sento colma. 

Ho preso per mano la parte intuitiva di me. Si chiama SIA e pedala forte. 

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