Rallentare per accelerare.

Ci sono periodi della vita molto strani in cui si verificano grandi cambiamenti che non hai scelto tu e sui quali non hai nessun potere. Arrivano, fanno un po’ come gli pare, ti travolgono e se ne vanno senza nemmeno salutare. Ci sono cambiamenti davvero invadenti e anche poco educati. Per tantissimi anni mi ci sono arrabbiata con questi cambiamenti invadenti, ci prendevamo a botte e alla fine vinceva il più forte: loro.

Ci sono periodi della vita molto strani in cui senti che potresti spiccare il volo da momento all’altro, in cui senti di poter cadere nel baratro da un momento all’altro. Questi periodi non li puoi controllare, si muovono in modo imprevedibile, non ti chiedono il permesso prima di passare. Per tantissimi anni mi ci sono incaponita con questi periodi, non dormendo la notte pianificando strategie fallimentari. Alla fine vinceva l’entropia e loro.

Ci sono periodi della vita molto strani in cui ti senti inadeguata ovunque. Improvvisamente tutti i “vestiti” che hai non ti rappresentano più, le abitudini che hai non le abiti più, quello che sei non lo sei più.

Sono giorni di riflessione sullo “stare fermi a osservare”. Nessuna iniziativa, nessuna scazzottata, nessun giudizio in merito agli abiti, abitudini, habitué…abissi aberranti abi… stare ferma. Osservare tutto con distacco come un osservatore esterno. Con curiosità vedere come si dispongono i piani e vedere cosa la realtà esterna desidera offrirmi sul vassoio della vita. Un mix di fiducia e pigrizia (che a volte “non averci la voglia” può essere una benedizione). Nessuna azione, nessuna parola e qualche sorriso. Stai lì con un cocktail in mano e assistiti allo spettacolo della tua vita.

Stare fermi e quando tutto passa, quando le persone tacciono, quando saluti qualcuno per sempre, quando cancelli il suo numero, quando si scioglie quel contratto, quando perdi l’opportunità… imboccare la strada che ti si apre di fronte…

E come i paesi di campagna insegnano:

molto spesso una strada sterrata piena di buche, sassi, fango e intorno un deserto di colore verde, può essere quella scorciatoia che ti porta più velocemente verso la città.

E la città è una figata pazzesca.

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